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venerdì 23 marzo 2018

PLEBEI: il primo sciopero della storia.

IL PRIMO SCIOPERO DELLA STORIA
Il primo sciopero della storia risale agli ANTICHI ROMANI (400 a.C circa ) La societa' romana era organizzata a quei tempi in PATRIZI e PLEBEI. I plebei, pur dovendo combattere per lo Stato romano, erano esclusi dal bottino di guerra e dalle cariche politiche.                                           
I plebei – secondo lo scrittore Tito Livio – fremevano di sdegno perché mentre combattevano per la libertà e la supremazia di Roma, in patria dovevano patire dai loro concittadini la schiavitù e l’oppressione”. Perciò si allontanarono in massa da Roma in segno di protesta e si ritirano sul “Monte Sacro oltre il fiume Aniene a tre miglia da Roma”. È il 494 a.C.
Ecco i plebei durante lo sciopero, prima della venuta di Menenio Agrippa:



Ma lasciamo la parola allo storico Livio...

Il senato, riunitosi in seduta straordinaria, deliberò di inviare come mediatore Menenio Agrippa, secondo alcuni un magistrato, secondo altri un semplice cittadino molto apprezzato dalla plebe, con il difficile compito di placare gli animi dei plebei e di giungere ad un compromesso con loro. Menenio venne introdotto nell'accampamento plebeo e, dinnanzi alla moltitudine inferocita, raccontò il seguente apologo:
- Un tempo le varie membra che compongono il corpo umano non erano armonicamente congiunte, ma ciascuna viveva di vita propria ed aveva una propria volontà; le varie parti mal sopportavano l'idea che tutto il loro lavoro e le loro fatiche servissero unicamente al benessere del ventre che, al centro del corpo, viveva pacifico, godendosi i piaceri elargiti dagli altri. Decisero, quindi, di ribellarsi: le mani non portarono più cibo alla bocca, quest’ultima si rifiutò di accogliere il cibo, i denti smisero di masticarlo ecc...In breve tempo, certamente il ventre fu stremato dalla fame, ma, insieme ad esso, si indebolì, sino quasi all’esaurimento, anche la vitalità dell'intero corpo. Solo allora le membra periferiche compresero che anche la funzione del ventre non era inutile poiché, pur essendo nutrito, a sua volta nutre, restituendo a tutto il corpo, sotto forma di sangue, il cibo assimilato. Così anche voi vi lamentate che i patrizi traggano profitto dalle fatiche e dalle sofferenze dei plebei; ma se tale sfruttamento è innegabile, va tuttavia riconosciuto anche che il benessere dei nobili e le vittorie militari conquistate sotto la loro guida giovano a tutto lo Stato, che altrimenti sarebbe già andato in rovina -.

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